Quando la Russia ha invaso l’Ucraina, l’Europa ha deciso che non gli piaceva più il gas russo. Ha cercato pertanto di diversificare le fonti di approvvigionamento. Ora il nostro fornitore principale è l’Algeria, paese che non brilla per il rispetto dei diritti umani, ma questa è un’altra storia. Oltre che per paese fornitore, si è diversificato l’approvvigionamento per tipologia di fornitura. Accanto al gas tradizionale via tubo abbiamo una sempre crescente quota di GNL, gas naturale liquefatto (LNG – Liquified Natural Gas in inglese) che arriva via nave. Un po’ di numeri sugli approvvigionamenti di gas dell’Italia li trovate qui.
Quale è principale fornitore di GNL dell’Italia?
Tah-dah! Gli Stati Uniti!
Bene, uno può pensare, siamo passati da una autocrazia illiberale come la Russia, alla culla della democrazia: gli Stati Uniti.
Beh, non è proprio che vada così bene, quantomeno per il pianeta.
Possiamo rozzamente dividere i giacimenti di gas in due macro-categorie. I giacimenti “convenzionali”, e i giacimenti “non convenzionali”.
In un giacimento convenzionale trivelli, trovi il tuo bel gas e in una cavità sotterranea lo estrai. Questi sono ad esempio i giacimenti della Russia, che così ci finanzia le sue guerre, o i giacimenti del Quatar, che può così organizzare i mondiali di calcio o corrompere i politici europei.
In un giacimento non convenzionale il gas se la tira un po’ di più, per estrarlo devi impegnarti. Il gas infatti è intrappolato nelle micro cavità delle rocce, si chiama “gas di scisto” o “shale gas” in inglese. Per convincerlo ad uscire di lì si utilizza un atecnica chiamata “fracking” (fratturazione idraulica in italiano) che funziona più o meno così: si trivella, nel buco fatto si pompa acqua ad elevatissima pressione, l’acqua spacca la roccia (si, l’acqua pompata alla pressione di centinaia di bar spacca tutto) che comincia a rilasciare il gas. Assieme all’acqua viene pompato il “proppant” ossia del materiale solido costituito da granuli di sabbia o ceramica ed altre sostanze chimiche che ha lo scopo di infilarsi nelle fratture create nella roccia per tenerle aperte e mantenere il flusso del gas.
Vi sembra un quadro rassicurante?
Non molto, infatti in Italia il fracking è vietato (Decreto Legge 12 settembre 2014, n. 133). I rischi connessi al fracking sono infatti molteplici e gravi:
- Inquinamento delle falde acquifere: gas e sostanze chimiche provenienti dal processo di fratturazione possono finire nelle falde
- Sismicità: ho spaccato tutto, non posso pretendere che poi tutto stia fermo e buono
- Fuoriuscite di gas libero in atmosfera. Il gas naturale, o gas metano, vi ricordo è circa 30 volte più inquinante della CO2 in termini di effetto sulla crisi climatica
Ma negli Stati Uniti, che sono la terra delle libertà, invece il fracking va alla grande. Lo sviluppo è stato tale che gli Stati Uniti sono passati in pochi anni dall’essere importatore netto di energia, ad essere esportatori di gas in tutto il mondo.
Ma non finisce qui. Perché il gas di scisto è negli Stati Uniti, mica a casa nostra. Per farlo arrivare nel nostro fornello di casa dobbiamo, nell’ordine:
- Liquefare il gas a -163°C (in questo modo in una nave ce ne sta molto di più rispetto a trasportarlo in forma gassosa)
- Metterlo su una nave e fargli fare il giro del mondo (mantenendolo sempre molto freddo)
- Farlo arrivare in Italia dove un rigassificatore lo converte nuovamente in forma gassosa, per poi infilarlo nelle tubazioni finalmente lo porteranno a casa nostra
Il caro lettore ha sicuramente già intuito che tutti questi passaggi comportano consumo di energia e perdite di gas (e quindi ulteriore inquinamento). A dicembre 2023, 170 scienziati hanno scritto una lettera aperta al presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, pregandolo di interrompere la bulimia produttiva di GNL, che se consideriamo tutto il ciclo di vita, risulta essere almeno del 24% più inquinante del carbone, che viene considerato tradizionalmente la fonte energetica più inquinante in assoluto.
Biden non ha ridotto l’esportazione di GNL, né tantomeno il fracking, che anzi durante la sua presidenza sono aumentati (anche se, va riconosciuto, c’è stato un contestuale sforzo per promuovere le rinnovabili).
Ma a noi che ci frega, tanto adesso arriva Trump!
Trump è peggio, anzi è il peggio del peggio. Trump è una catastrofe per l’ambiente.
D’altronde Trump ha ricevuto ingenti finanziamenti alla sua campagna elettorale dal settore Oil&Gas. E uno dei suoi tanti motti è “Drill, Baby, Drill” “Trivella, Baby, Trivella”. Nel suo programma di governo c’è un’esplicito programma di ampliamento delle estrazioni fossili, e di smantellamento di qualunque normativa ambientale che possa frapporsi tra i suoi amici petrolieri, e i loro spropositati guadagni. Trump e il suo compagno di merende Elon Musk hanno dato vita qualche mese fa a quella che è stata definita “la più stupida conversazione sul clima di tutti i tempi”, uscendosene con osservazioni come “se si alza il livello del mare, ci saranno più case sulla spiaggia”. L’arroganza, la prepotenza dei soldi e del potere. Che lo vadano a raccontare alle persone che a Valencia hanno perso tutto per la crisi climatica.
Quando ho cominciato a scrivere questo blog mi sono ripromesso di essere positivo. Ma questa volta è dura. L’elezione di Trump è un brutto colpo.
Dai, ce la puoi fare.
Ok. Quello che spero è che i quattro anni (spero meno) di Trump possano essere una sveglia. Che la gente comune superi le fake news dei social networks (che guarda caso si è comprato Musk) e si renda conto, dai fatti, che questi qui pensano solo al loro potere e alla loro ricchezza, a scapito della salute della gente comune e del pianeta. Che dal momento più buio per la democrazia americana, e forse mondiale, emerga un nuovo leader che possa veramente operare per il bene comune. Tutto sommato anche Biden non ha fatto abbastanza, e Kamala Harris, che aveva detto che avrebbe bloccato il Fracking, si è poi rimangiata la parola.
Kamala Harris sarebbe stata molto meglio di Trump, ma non mi ha mai entusiasmato. Mi è piaciuto però il suo ultimo discorso, dove ha ammesso la sconfitta. Ve ne cito una frase:
“Solo quando è buio abbastanza puoi vedere le stelle”
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