In generale è meno costoso e meno impattante applicare le migliori tecnologie per risparmiare energia, che produrre energia con fonti rinnovabili. Qualunque percorso serio di decarbonizzazione prevede da un lato la produzione di energia con fonti rinnovabili, dall’altro la razionalizzazione e la riduzione dei consumi energetici. È solo agendo su entrambi i fronti che possiamo arrivare all’obbiettivo.
Come al solito non sto riportando opinioni personali, ma le opinioni delle fonti più autorevoli che esistano: l’IPCC e la IEA.
Comunque tu produca l’energia, questa è preziosa.
Se la produci con fonti rinnovabili c’è tutto l’impegno e la fatica di produrre energia in maniera sostenibile. Nessuna energia è a costo ambientale nullo. Anche una pala eolica ha bisogno di materie prime, di risorse per essere costruita, trasportata, installata. Se poi produci l’energia ancora con fonti fossili, ad ogni tuo consumo corrisponde un inquinamento.
La massima attenzione deve essere posta sull’efficientamento e la razionalizzazione degli edifici, degli stabilimenti produttivi e della mobilità. Oltre che la semplice efficienza è necessaria la razionalizzazione: devono essere incentivate solo le produzioni, e le modalità di trasporto, necessarie e meno inquinanti. Anche l’alimentazione e l’utilizzo del territorio, pur non essendo temi strettamente energetici, comportano rilevanti emissioni di gas serra, che possono essere ridotte significativamente spostandosi su un’alimentazione di origine prevalentemente vegetale. E poi ci vuole applicazione ed attenzione, perchè spesso per risparmiare energia sono sufficienti i comportamenti corretti. Qualche parola in più su questo tema l’ho scritta qui.
Tutto bello solo che ci sono delle implicazioni. Se riduco i consumi energetici riduco il PIL, il Prodotto Interno Lordo.
AAARRRGGHHH! Traggedia!!
Diventiamo tutti poveri, le borse crollano, lo stato va in default. Fine.
Ma deve proprio essere così? Cioè devo proprio scegliere tra disastro economico e distruzione del pianeta? Non c’è un “Piano B”?
E poi, quando ho fatto il Master Ridef nel lontano 2009-2010 mi hanno spiegato in una noiosa lezione che prima dell’efficienza energetica deve esserci la sufficienza energetica. Sul momento non avevo apprezzato più di tanto la cosa, ma evidentemente qualcosa mi è rimasto. Che senso ha impegnarsi tanto per adottare le migliori soluzioni tecnologiche (che comunque necessitano di risorse) per fare risparmiare energia ad un’azienda che produce beni non necessari, o addirittura dannosi all’ambiente? E di prodotti, o servizi, non necessari, o dannosi, ne produciamo tanti: plastica usa e getta, fast-fashion (che in italiano fa più o meno “vestiti usa e getta”), SUV enormi, viaggi aerei turistico-compulsivi, armi, trivelle, giusto le prime cose che mi vengono in mente.
Non sarebbe più logico evitare di produrre le cose che non servono o che fanno male all’ambiente? Si risparmierebbe molta più energia che a cercare di efficientare con cura le aziende dannose.
Doppio AAARRGGHH!
Adesso oltre a far calare il PIL vuoi anche far perdere il lavoro ai bravi lavoratori italiani che lavorano nel fast-fashion in Sri Lanka!
Ok, forse mi sono fatto prendere un po’ la mano.
Come non detto. Per salvare il pianeta non possiamo fare perdere il lavoro ai benzinai. Facciamo che ne parlo meglio nel prossimo post.
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