Le COP sono proseguite anno dopo anno, con risvolti paradossali. Le ultime 3 COP si sono svolte in paesi la cui economia dipende dall’esportazione di combustibili fossili, e dove c’è una gestione diciamo, disinvolta, dei diritti umani:
- 2022 – COP27, Sharm el-Sheikh, Egitto
- 2023 – COP28 Dubai, Emirati Arabi Uniti
- 2024 – COP29, Baku, Azerbaijan
Sembra quasi che si faccia a gara nel trovare tutti i paesi che hanno più interessi nelle fonti fossili, in modo da far fallire i negoziati.
Alla COP 28 di Dubai, il presidente era il Sultano Ahmed al-Jaber, amministratore delegato della compagnia petrolifera statale (no, non è uno scherzo) che se ne è uscito con questa affermazione “non esiste evidenza scientifica che indichi che è necessaria l’eliminazione graduale dei combustibili fossili per limitare il riscaldamento globale a 1,5 °C e che la loro eliminazione non consentirebbe lo sviluppo sostenibile a meno che non si voglia riportare il mondo all’età delle caverne”. (purtroppo, non è uno scherzo neanche questo).
Alla COP 28 sono stati per la prima volta menzionati nel documento finale di chiusura i combustibili fossili.
Cioè? In 28 anni non se ne è mai parlato? No, se ne è parlato, però i combustibili fossili non sono mai finiti nel documento finale. C’era un Mammuth nella stanza di cui non si poteva scrivere nemmeno una riga. E il massimo che si è riusciti a scrivere sul documento è che bisognava “transire via” dai combustibili fossili”.
Cioè?
Eliminarli?
No.
Ridurli?
No, transire.
Ma che vuol dire?
Boh!
Alla COP 29 di Baku, il presidente dell’ Azerbaijan, paese ospitante, ha esordito dicendo petrolio e gas sono “un dono di Dio“. Partiamo bene.
Un’altra cosa che caratterizza le COP, soprattutto le ultime, è la presenza di orde di lobbisti del settore COAL, OIL&GAS (carbone, petrolio e metano). A Baku ne sono stati regolarmente accreditati circa 1.700.
Non stupisce che attivisti del clima in tutto il mondo diano giudizi estremamente negativi sulle COP. Vi segnalo in particolare un articolo di Greta Thunberg.
E quindi? Le COP sono così inutili, anzi dannose, che è meglio eliminarle?
Credo di no. Le COP sono lo strumento che la comunità internazionale si è data per risolvere il problema, e si, non stanno funzionando per niente. Ma mantengono viva l’attenzione sul problema, anche se andrebbero cambiate, anzi rivoluzionate. Insomma, meglio le COP che il nulla. Quando poi, se mai accadrà, i governanti del mondo decideranno che i soldi delle lobby oil&gas non gli bastano più per digerire i disastri che la crisi climatica sta portando nei loro Paesi, cambieranno anche le COP.
Cosa mi aspetto dalla COP29? In verità niente, la COP viene in un anno difficile per le politiche climatiche, e sarà, tanto per cambiare, una COP interlocutoria. Non credo scriverò ancora della COP29, a mano che non salti fuori qualcosa di sorprendente.
Vi lascio con una barzelletta che ho trovato in rete, che rende bene l’idea di come i governi del mondo e le COP stanno affrontando la crisi climatica. Non so a voi, ma a me un vecchio sorridente con una pinta di birra in mano mette allegria!

Un uomo ha annunciato che smetterà di bere nel 2050
Un uomo di Sidney ha messo in atto un ambizioso obbiettivo di graduale eliminazione del suo consumo di alcool, come parte di un impressionante piano di miglioramento della propria salute.
Il programma vedrà Greg Taylor, 73 anni, continuare a bere come al solito nel prossimo futuro, prima di cominciare a ridurre il consumo di alcool nel 2049, quando compirà 101 anni. Ha assicurato gli amici che il programma non inciderà sui suoi piani di bevute sul breve o medio termine.
Taylor ha detto che era importante non affrettare il cambiamento verso bevande non alcooliche. “Non è realistico passare a zero alcool tutto d’un colpo. È invece necessario un approccio sistematico e per fasi successive, dove nulla deve cambiare per almeno due decenni” ha detto, aggiungendo che potrebbe avere bisogno di ulteriori investimenti in consumo di birra a breve termine, per assicurarsi di non passare delle brutte serate.
Taylor avrà inoltre la possibilità di godere di alcuni “crediti per bevute” guadagnati nei giorni in cui non ha bevuto nei passati 40 anni, il che potrebbe significare che la fine del consumo di alcool potrebbe protrarsi fino al 2060.
Per assisterlo nella transizione, Taylor si è comprato un secondo frigorifero per la birra che descrive come metodo “cattura e stoccaggio”.
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