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Grigliata per Pasquetta?

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6–9 minuti

Si, ci ho messo un po’ a scrivere un articolo sulla carne. Sì, perché io, come voi, sono cresciuto a pane e salame. Sì, perché dove abito io, nella provincia di Mantova, si dice che ci siano 4 maiali per abitante. Sì, perché la carne ce l’abbiamo nel DNA, se vai al ristorante i secondi sono tutti di carne, e a volte anche i primi. Il top è la parrocchia, al campo estivo dei ragazzi c’è carne tutti i giorni, a pranzo e a cena. A qualunque evento parrocchiale non può mancare il risotto col tastasal. Insomma, se non mangi carne non sei un buon cristiano.

Per valutare criticamente quello che mangiamo dobbiamo fare uno sforzo, dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo sempre fatto. Il consumo di carne ha una serie di conseguenze negative, e non solo dal punto di vista ambientale.

Il maltrattamento degli animali. Trattiamo come dei figli i nostri cani, i nostri gatti, ma non ci preoccupiamo di come vengano trattati negli allevamenti intensivi mucche, maiali, polli… A tale proposito segnalo l’encomiabile lavoro della giornalista Giulia Innocenzi di Report autrice di importanti inchieste sugli orrori che si nascondono dietro al filiera della carne italiana ed europea, che tra l’altro è stata aggredita il 18 marzo presso un macello in provincia, guarda caso, di Mantova.

La salute delle persone che mangiano la carne. Non lo sapevate? L’organizzazione mondiale della sanità ha classificato la carne rossa lavorata (salame, mortadella, prosciutto…) come sicuro cancerogeno. In compenso, per la carne rossa non lavorata va meglio, è solo un probabile cancerogeno. L’apoteosi del consumo di carne è la grigliata, dove alla carne rossa lavorata di una salamella che è già cancerogena di suo, si aggiunge la cancerogenicità dei residui bruciati presenti sulla carne. Ah, quasi dimenticavo, poi ci sono i problemi di colesterolo conseguenti ai grassi saturi presenti in abbondanza, gli antibiotici che ti mangi assieme alla carne e l’eccesso di sale degli insaccati.

OK, però non è che stai uscendo dal seminato? Qui di solito parli di ambiente….

Giusto, ritorniamo sui temi ambientali. Il consumo di carne comporta:

  • Consumo idrico estremamente elevato
  • Utilizzo del suolo estremamente elevato
  • Inquinamento dei terreni, delle falde acquifere e dell’aria
  • Emissioni elevate di gas serra

I primi due punti sono collegati tra loro, e sono legati ad un tema che mi sta particolarmente caro, l’efficienza. Il problema è che se invece che prendere gli elementi nutritivi dai vegetali, come sarebbe più furbo, nomino invece un intermediario, il povero maiale, che deve mangiare i vegetali per me ed elaborarli in qualcosa di diverso, devo utilizzare indicativamente 10 volte le risorse necessarie, siano esse acqua, terreno o energia. La carne fornisce all’umanità il 18% delle calorie, ma è responsabile dell’utilizzo dell’83% della superficie coltivabile del pianeta. Oltre il 60% dei cereali commercializzati in Europa diventa mangime per animali, non cibo per le persone. E se il terreno non c’è, disbosco. Mi ha colpito molto quando, qualche anno fa, ho scoperto che la Bresaola IGP della Valtellina viene fatta con la carne che proviene dal Brasile. Insomma, mi mangio una fetta di bresaola con in mente la bellezza delle montagne della Valtellina, ma dovrei invece pensare a chi brucia l’Amazzonia per ottenere pascoli dove prima c’era foresta.

Le deiezioni animali, ma anche le concimazioni ed i trattamenti fitosanitari utilizzati per le coltivazioni che alimentano gli allevamenti causano il rilascio in ambiente di pesticidi, antibiotici, nitrati, fosfati, ammoniaca che vanno ad avvelenare il terreno, le falde acquifere e l’aria che respiriamo. Così, giusto per ricordarcelo, nella provincia di Mantova:

  • i limiti di PM10 e PM2,5 (di cui gli allevamenti hanno più del 50% della responsabilità, soprattutto per effetto dell’ammoniaca che si libera dalle deiezioni animali) sforano sistematicamente i limiti di legge
  • le falde acquifere sono avvelenate da una presenza di nitrati superiore ai limiti di legge*
  • Il tutto contornato dallo spargimento in ambiente di antibiotici e metalli pesanti

Queste virtù sono condivise da buona parte dei comuni della pianura padana. Mi ha colpito anni fa, visitando una fabbrica di mangime, venire a conoscenza del fatto che alcuni mangimi venivano preparati già con antibiotici, così, mi spiegava il produttore, i suinetti crescono sani.

Questo autorevole studio illustra con rigore scientifico che la qualità dell’aria in pianura padana fa schifo, e Brescia e Bergamo sono risultate rispettivamente al 1° e al 2° posto in Europa per l’impatto mortale delle polveri sottili**. Porco cane, ci hanno battuto!

E veniamo al pezzo forte, quantomeno per questo blog. Le emissioni di gas serra.

I numeri che seguono sono presi da questo fighissimo report predisposto dall’università di Oxford. Cominciamo da un numero importante, il 26% ossia più di un quarto delle emissioni globali di gas serra sono dovute alla produzione di cibo. Un quarto della responsabilità della crisi climatica è di quello che mangiamo.

I gas serra conseguenti alla produzione di cibo sono:

  • La famosissima CO2 – anidride carbonica -, emessa dai mezzi che utilizziamo per coltivare, trasportare e conservare il cibo
  • Il CH4 – metano – emesso soprattutto dai ruminanti (bovini e ovini) e dalle deiezioni animali. Il metano è 30 volte più inquinante della CO2
  • L’N2O – protossido di azoto – che è un fertilizzante, ed inoltre viene anch’esso emesso dalle deiezioni animali, è 270 volte più inquinante della CO2

Per semplificare le cose, gli scienziati sommano tutti i gas serra in una voce unica, ossia la CO2 equivalente, dove 1 kg di metano vale 30 kg di CO2 ed 1 kg di protossido di azoto vale 270 kg di CO2.

Nel grafico seguente, la classifica dei cibi più inquinanti:

And the winner is….

  • La carne di manzo! Con quasi 100 kgCO2 equivalente per kg di carne! Brava mucca, hai vinto!
  • Poi agnello e montone, con 40 kgCO2 per kg di carne
  • Poi i gamberi da allevamento (surprais) con 27 kgCO2 per kg
  • Poi il formaggio con 24 kgCO2 per kg (questo dato andrebbe approfondito, non tutti i formaggi hanno lo stesso impatto)
  • Poi il pesce da allevamento, con 14 kgCO2 per kg
  • Poi la carne di maiale, con 12 kgCO2 per kg
  • Quindi la carne di pollo con 10 kgCO2 per kg

Staccati tutti gli altri. Per gli ortaggi siamo intorno a 0,4 kgCO2 per kg.

Si è vero, 1 kg di carne non ha le stesse proprietà nutritive di 1 kg di insalata, ma il fighissimo sito ti permette di fare anche la classifica per caloria e per proteina e…. stravince sempre la carne di manzo! Ma perché questi brutti scienziati ce l’hanno proprio con le mucche che sono tanto carine e mansuete? Perché le mucche ruttano e scoreggiano metano come se non ci fosse un domani.

Ed ora sfatiamo alcuni miti carnivori.

Si io mangio carne, ma la produce mio cugino qui dietro, è a chilometri zero, quindi non inquina.

Mi spiace, ma sui 100 kg di CO2 equivalente per kg di carne di mucca di tuo cugino il trasporto pesa per meno di 1 kg. Diciamo che se fai a meno di mangiare l’insalatina di contorno, che poi non ti piace neanche, ti puoi anche scofanare l’Angus scozzese che inquini uguale.

Si io mangio carne, però è carne biologica, che mi costa un rene, ma almeno non inquino.

E qui arriva la vera surprais! 1 kg di carne biologica ha una emissione di CO2 equivalente superiore ad 1 kg di carne convenzionale!  Sì, perché il bovino libero di scorrazzare per i campi cresce più sereno e più lentamente; quindi, ha tempo di mangiare più fieno e scoreggiare più metano, ha poi anche bisogno di più terreno e più acqua. Insomma, la mucca fighetta biologica quando la squarto è più contenta, ma in compenso ha inquinato di più di un’onesta mucca da allevamento intensivo.

E quindi? Qual è la soluzione? Ci sfondiamo tutti di pollo Broiler che tra i tipi carne è quello meno impattante? Ci ingozziamo di carne sintetica che piace tanto a Ciccio Lollobrigida?

Come al solito per trovare la soluzione dobbiamo alzare lo sguardo. Abbiamo proprio bisogno di mangiare tanta carne? Certo che no, possiamo mangiarne poca o farne a meno. Le proteine le possiamo prendere dai legumi, e la vitamina B12 dalle uova (biologiche).

Ok sto uscendo ancora dal seminato, non sono un nutrizionista, ma se parlassi solo di energia vi nasconderei una bella fetta, non di bresaola, ma del problema climatico… Alla prossima!

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*Per fortuna non quelle utilizzate per l’acqua potabile, che sono più profonde.

**Per correttezza specifichiamo che non è solo colpa degli allevamenti, ma anche del traffico automobilistico e dei residui di combustione per il riscaldamento degli edifici e per i processi produttivi.

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Se consideri il contenuto di questo articolo utile, condividilo. Diffondiamo la consapevolezza climatica! – Grazie, Jacopo.

Una risposta a “Grigliata per Pasquetta?”

  1. Avatar Anita Salardi
    Anita Salardi

    Fantastico! Chissà quando l’essere umano lo capirà….

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