Ho cominciato gli articoli di base dall’1, ma poi mi sono accorto che forse era meglio cominciare da 0.

Questa è un’immagine presa dal sito dell’IPCC https://www.ipcc.ch/
La radiazione, ossia la luce solare, arriva sulla terra. La luce salare è la fonte ultima di energia, e di vita, sulla terra. Se non avessimo il sole alla distanza “giusta” dalla terra, non ci sarebbe la vita. La radiazione solare arriva sulla superficie terrestre dove riscalda tutto quello che trova: terreno, acqua, vegetazione, animali, persone, cose.
Qualsiasi cosa riscaldata ri-emette radiazione infrarossa. I raggi infrarossi sono responsabili ad esempio del riscaldamento delle nostre case mediante pannelli radianti a pavimento, ed anche del “caldino” che sentiamo se ci avviciniamo ad una persona anche senza toccarla. Se tutti i raggi infrarossi riemessi dalla superficie terrestre venissero dispersi verso lo spazio cosmico sarebbe un problema, perché la nostra atmosfera sarebbe troppo fredda per consentire la vita, almeno come noi la conosciamo.
Ci viene in soccorso allora l’effetto serra. Alcuni gas disciolti nell’atmosfera terrestre hanno la caratteristica di riuscire a catturare la radiazione infrarossa, e di convertirla in calore. Questi gas sono la CO2 (o anidride carbonica), il vapore acqueo (H2O), il metano (CH4) e tanti altri, questi sono i più importanti.
Fino a qui tutto bene, l’effetto serra c’è, c’è sempre stato, è utile, anzi indispensabile per la vita sulla terra.
E allora dov’è il problema?
Il problema ai gas serra di origine naturale che ci sono sempre stati (con “sempre” intendo almeno da un milione di anni) l’uomo ne ha aggiunti molti altri in brevissimo tempo, poco più di cent’anni, più che raddoppiando la concentrazione storica. I gas emessi a seguito dell’attività umana possono essere dello stesso tipo di quelli già presenti in atmosfera (es: CO2 e metano) o di tipo “nuovo” ossia creati dall’uomo, ad esempio gli F-Gas che troviamo nei condizionatori. Un eccesso di gas serra comporta un eccesso di riscaldamento dell’atmosfera. È un po’ come una bilancia che prima era in un equilibrio che consentiva una temperatura stabile nel pianeta. Ora l’equilibrio si è rotto e il pianeta si sta riscaldando, tanto. Più calore vuole dire più siccità, più incendi, ma anche più capacità di accumulo di vapore acqueo in atmosfera (più l’aria è cada, più è capace di trattenere l’acqua), acqua che poi ad un certo punto viene rilasciata bruscamente dall’atmosfera causando dalle piogge torrenziali alle alluvioni.
Diamo i numeri: fino all’800 la concentrazione di CO2 in atmosfera ha oscillato tra 200 e 280 parti-per-milione (ppm). Questi valori sono stati stabili per più di un milione di anni, hanno consentito un clima mite che ha permesso lo sviluppo della civiltà umana. Ora siamo arrivati ad una concentrazione di 420 parti-per-milione. Vuole dire che per un milione di molecole d’aria, ne abbiamo 420 di CO2, ossia lo 0,042%. Alcuni allegri negazionisti obbiettano che sono comunque poche. Provate a cambiare le concentrazioni di un principio attivo, in ppm, di un medicinale salva-vita. Oppure provate ad aggiungere poche ppm di un potente veleno all’acqua che bevete, e poi ditemi se le cose non cambiano…La concentrazione attuale di CO2 in atmosfera è circa il doppio della concentrazione ottimale. Questo è la causa di un clima più ostile di quello in cui hanno vissuto i nostri genitori. E se non smetteremo di emettere gas serra la concentrazione aumenterà ulteriormente, rendendo le condizioni di vita sulla terra sempre più critiche.
Beh, non è che debba andare a finire per forza così…
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