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Le basi#4: Le tecnologie ci sono, ma non sono tutte uguali

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Non tutte le tecnologie che vengono pubblicizzate come “green” sono effettivamente sostenibili, anzi, alcune di esse sono controproducenti.

La tecnologia ci salverà, ma è la tecnologia che ci ha portato a questo punto. La tecnologia ha permesso di creare macchine che devastano il territorio per estrarre gas, petrolio, carbone.

La tecnologia ha anche permesso di estrarre l’energia dal sole, o dal vento, con impatti ambientali accettabili.

  • I report della IEA ci dicono che le massime possibilità di sviluppo risiedono in 2 tecnologie: fotovoltaico ed eolico. https://www.iea.org/reports/net-zero-roadmap-a-global-pathway-to-keep-the-15-0c-goal-in-reach/executive-summary. Queste tecnologie sono già mature e disponibili. Non serve attendere nuove invenzioni, abbiamo già inventato quello che ci serve. L’annuncio di nuove invenzioni che saranno pronte tra 10, 20, 30 anni non è altro che un modo per rinviare la soluzione del problema e, nel frattempo, andare avanti a distruggere come di consueto.
  • L’idroelettrico ha un posto di rilievo nel mix energetico di alcuni paesi, tra cui l’Italia, ma limitate possibilità di sviluppo.
  • L’energia recuperata da biomasse può essere utile se ottenuta attraverso il recupero di rifiuti, scarti o sottoprodotti (es. frazione umida dei rifiuti, sfalci e potature). Delle coltivazioni dedicate ad uso energetico non sono sostenibili.
  • Attualmente il 99% dell’idrogeno viene prodotto partendo da fonti fossili, e quindi inquinando. L’idrogeno verde (quindi generato partendo da fonti rinnovabili) avrà un posto nel mix energetico futuro, ma limitato (in quanto energeticamente molto costoso) a determinati settori industriali “duri da abbattere”, o a situazioni di eccesso di produzione rinnovabile che non può essere gestita dalla rete elettrica. Giustificare nuovi enormi investimenti in gasdotti per il trasposto del metano, dicendo che un domani serviranno per l’idrogeno, rappresenta una bugia per finanziare le fonti fossili per altri decenni.
  • Le tecnologie di cattura e stoccaggio della CO2 dalla combustione (CCS) e dall’aria (DAC) non sono mature e forse non lo saranno mai. Ad oggi sono utili solo alle compagnie energetiche, che promettono un meraviglioso futuro dove potremo ancora bruciare combustibili fossili, e nascondere lo sporco sotto il tappeto.
  • Il nucleare di nuova generazione non è pronto, e non sappiamo quando lo sarà. In ogni caso non sarà pronto in tempo per combattere la crisi climatica con la velocità necessaria. Comunque, prima di pensare al nucleare nuovo, si dovrebbe pensare a ripulire lo sporco che ci ha lasciato il nucleare vecchio, ossia le scorie, per le quali in Italia non c’è ancora una collocazione.

Tutti questi punti necessiterebbero di un articolo dedicato, magari li scriverò in futuro, adesso va bene così, altrimenti vi ammazzo di noia.

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