L’articolo precedente mi fornisce lo spunto per parlare di coerenza. Nel blog ci saranno articoli più “istituzionali” ed altri più “personali”, cose più seriose, ed altre più sarcastiche. D’altronde è il mio blog, ci scrivo quello che voglio. Chi non mi conosce, e mi auguro che questi articoli vengano letti un giorno anche da qualcuno che non mi conosce direttamente, può pensare che la mia scarsa simpatia nei confronti delle automobili mi spinga a non possedere un’auto, altri possono ritenere che il fatto di non possedere un’auto sia un requisito necessario per chi si dimostra critico verso queste, per una questione di coerenza.
Io possiedo un’auto. Come tutti, la mia vita ha dei vincoli, e questi vincoli comportano la necessità di un’auto. Non è mia intenzione additare nessuno, né tantomeno i possessori di auto. Quello che critico è l’abuso delle auto. Siamo chiamati a fare scelte sostenibili per lasciare un pianeta decente ai nostri figli, questo comporta anche cercare di scegliere il mezzo di trasporto meno impattante per spostarsi, non sempre e comunque l’automobile. Il trasporto pubblico è in generale più sostenibile del trasporto privato, con l’eccezione dell’aereo che è un disastro ambientale. Tante volte possiamo, in maniera più confortevole ed ecologica, spostarci in bici sulle brevi distanze o in treno sulle lunghe, tanto per fare un esempio.
Ritengo poi che un concetto di coerenza basato sul “tutto o niente” sia alquanto puerile. Per cui una persona che si professa ambientalista non deve possedere un’auto ed essere vegana, mentre una persona che non ha l’arroganza di definirsi ambientalista può ingozzarsi di salamella a pranzo e cena ed usare il SUV anche per andare a pisciare. Con lo stesso principio ho sentito affermare che o azzera le emissioni tutto il mondo (specialmente Cina e India, sempre loro) oppure tanto vale andare avanti come sempre.
Non funziona così la coerenza, anzi così non può funzionare. Se una volta scelgo di andare in bicicletta invece che in auto ho fatto una scelta ambientalista, anche se non sono perfetto. Un kg emesso in meno di CO2 è meglio di un kg in più. Non fermerà la crisi climatica, ma limiterà i danni. Ciascuno è chiamato a cercare di fare il meglio che può compatibilmente con i vincoli presenti nella propria vita, senza colpevolizzarsi, ma anche senza farsi sconti.
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