Odio le automobili

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Se vuoi affermare la tua personalità, distinguerti dagli altri, hai una sola possibilità. Se vuoi visitare luoghi meravigliosi, vivere in armonia con la natura, hai sempre una sola possibilità, ed è la stessa. La pubblicità ci dice che tutto questo è possibile, ma solo acquistando una nuova auto. Le automobili vengono ritratte pulite, tecnologiche, eleganti che percorrono sentieri di montagna, scogliere incontaminate esaltando la bellezza dell’auto, ovviamente, ma anche della natura. Proprio quella natura che le auto contribuiscono a distruggere. Ogni volta che accendete un’auto questa brucia qualcosa, tipicamente gasolio o benzina, e la combustione genera CO2, proprio quella che sta avvelenando l’atmosfera e surriscaldando il pianeta (guarda tu che coincidenza). E poco importa se nel nome della tua auto, o del tuo motore, c’è la parola “eco-qualcosa” o la parola “green-qualcos’altro”. La tua auto non aiuta l’ambiente, aiuta a distruggerlo. L’auto non la userete sulla scogliera, la userete nel traffico congestionato della città, mentre respirate il gas di scarico dell’auto in coda davanti a voi.

Dire poi che un’automobile è efficiente è un ossimoro. Un’automobile pesa mediamente 1.500 kg, ed il più delle volte trasporta una sola persona. Questo vuole dire che per trasportare i miei 75 kg devo muoverne 20 volte tanto. L’automobile non trasporta le persone, trasporta sé stessa. I SUV poi, che vanno tanto di moda adesso sono l’apoteosi. Sono grossi, ingombranti, hanno pessimi coefficienti aerodinamici, a parità di spazio interno, di velocità e di chilometri percorsi, consumano più delle altre auto. Ma d’altronde sono più sicuri: la città è una giungla e vi potrebbe venire addosso qualcun altro, con un SUV ancora più grosso del vostro.

L’Italia è una repubblica basata sull’automobile. Perché l’automobile da prestigio all’Italia al e posti di lavoro agli italiani. Ecco, ultimamente non è proprio così. Ma noi continuiamo ad incentivare l’acquisto delle nuove auto con i soldi pubblici, e ogni volta che una strada si intasa, costruiamo una nuova tangenziale, finchè non si intaserà anche quella. Se l’Italia perde posizioni su altri fronti, mantiene la sua leadership per numero di auto pro-capite in Europa, evviva.

L’automobile è oggetto di culto, di venerazione, di cura maniacale. Ci sono persone che la lavano l’auto tutte le domeniche, a volte hanno più cura della pulizia della macchina che della propria igiene personale.

Le macchine congestionano le nostre città, rendono l’aria irrespirabile, causano malattie all’apparato respiratorio ed aumentano la probabilità di tumore.  Gli scarichi dei motori contengono sostanze cancerogene come idrocarburi policiclici aromatici (IPA), benzene, 1,3-butadiene, formaldeide, ossido di etilene e metalli. Questo nell’apparentemente disinteresse, o ignoranza, di molti. Nel paese dove vivo c’è un’iniziativa molto bella che si chiama “piedibus”, invece che andare a scuola in macchina, tutti i bambini che aderiscono vengono accompagnati alla fermata del piedibus, dove si uniscono ad altri bambini in un simpatico “trenino” a piedi per arrivare assieme a scuola senza inquinare e congestionare il traffico. Peccato che per arrivare a scuola debbano fare lo slalom tra le auto parcheggiate in doppia o tripla fila, spesso col motore acceso. Alcuni genitori di bambini partecipanti al piedibus accompagnano loro figlio alla fermata in auto (così si fa prima) e per non fare raffreddare il piccolo attendono l’arrivo del piedibus nell’abitacolo, col motore acceso, gassando gli altri bambini che aspettano alla fermata.

È poi c’è il rito di far riscaldare il motore. Perché tutti abbiamo nel cuore i diesel degli anni 80, che avevano l’avvio lento, e andavano accesi prima per non rovinare il motore. Solo che siamo nel 2024, i diesel sono un po’ più moderni, hanno lo start & stop e sono fatti per essere accesi e spenti in continuazione. Ma si sa, per le cose a cui teniamo la cura non è mai troppa, poco importa se poi si aromatizza l’aria del vicinato con la macchina ferma e il motore acceso. Qualche giorno fa, un signore era fermo nel vialetto di casa accanto alla sua Porsce (evidentemente un usatone, perché non faceva pendant con la casa apparentemente modesta, ma faceva status symbol comunque). Attendeva placido che il motore si scaldasse in piedi accanto al tubo di scappamento, nel contempo si gustava una sigaretta.

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4 responses to “Odio le automobili”

  1. Avatar Fabrizio
    Fabrizio

    ma per spostarci e lavorare che si fa?

    1. Avatar Jacopo Fasani

      Beh, Fabrizio, ho cercato di dare una risposta nell’articolo successivo “…ma le uso”. E’ evidente che se una persona deve utilizzare una macchina per lavoro, e non ha alternativa, usa l’automobile. E non c’è nulla di male in questo. Quello che non va bene è la mitizzazione dell’auto, è l’auto come unico mezzo di trasporto, sempre e comunque. E’ uno sviluppo delle infrastrutture di comunicazione che vede sempre al primo posto il trasporto su gomma. Quello che non vanno bene sono gli incentivi all’acquisto dell’auto con la scusa del lavoro (che nel settore automotive in Italia è inesorabilmente sempre meno) o dell’ambiente. I soldi dovrebbero essere usati invece per potenziare il trasporto pubblico e le piste ciclabili.

      1. Avatar Fabrizio
        Fabrizio

        ok sono d’accordo con te, ma é l’economia a comandare, se un’idea non ha un ritorno economico, non è sostenibile nel lungo periodo, poi giustamente l’auto è diventato uno status simbol, ma come tutte le cose. É insito nell’uomo.

      2. Avatar Jacopo Fasani

        Non so se sia l’economia a comandare. L’economia sicuramente deve sottostare alle leggi che uno stato si è dato, e tali leggi dovrebbero essere finalizzate al bene comune. Le sigarette sono state regolamentate perchè fanno male alla salute, e perchè i benefici economici per lo stato derivanti dalle accise erano inferiori alle spese che lo stato doveva sostenere per curare i fumatori. Allo stesso modo dovrebbe essere regolamentato il settore auto, ed in generali i settori che danneggiano la salute e l’ambiente. Non sto dicendo di vietare, sono contrario in generale ai divieti, ma di escludere dagli incentivi. Oggi il settore del tabacco non può ricevere incentivi pubblici. Le lobby del tabacco erano forti, quelle dall’auto e del settore oil&gas sono ancora più forti, ma questo non vuol dire che non possano essere sconfitte.

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