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Le basi #3: Il peggioramento della crisi climatica non è inevitabile

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La crisi climatica è già qui, è un dato di fatto. Non tornerà indietro. Non servirà incrociare le dita, o pregare, l’unico modo per arrestare l’aggravarsi della crisi climatica è azzerare le emissioni di gas serra in atmosfera. È evidente che questo non può essere fatto dall’oggi al domani, ma è altrettanto evidente che deve essere fatto in fretta.

La buona notizia è che a scienza ci dice che abbiamo la possibilità di farlo.

I combustibili fossili hanno contribuito allo sviluppo economico del XX secolo, ma hanno causato danni enormi. L’ONU attraverso il suo “braccio scientifico” (l’’IPCC, Intergovernamental Panel on Climate Change) e la IEA (International Energy Agency) hanno tracciato la via per uscire dal fossile. I combustibili fossili rappresentano il passato, ora è tempo di superarli. Le tecnologie sono già presenti e mature, manca la volontà politica di applicarle.

Questa è la roadmap prevista dalla IEA (International Energy Agency – l’ente mondiale più autorevole in materia di energia), nell’aggiornamento 2023:

Il piano prevede zero emissioni al 2050.

Non voglio adesso soffermarmi sui dettagli, magari in un altro articolo, per il momento evidenzio solo alcuni aspetti che ritengo sostanziali:

  • Nessuna necessità di nuovi giacimenti di carbone, gas e petrolio. La IEA non dice di arrestare le estrazioni dai giacimenti esistenti oggi, ma di non cercare nuovi giacimenti. Un concetto banale, se vogliamo ridurre le emissioni non possiamo aumentarle. Quello che è meno scontato è che questo non comporterà una riduzione dei servizi di cui godiamo, o del nostro benessere.
  • I consumi dovranno essere efficientati (quindi ridotti, a parità di servizio reso) ed elettrificati: una pompa di calore può essere alimentata da energia elettrica rinnovabile, è molto più difficile, anzi infattibile, alimentare tutte le caldaie a biogas
  • Nel 2050 il 90% dell’energia elettrica arriverà dalle rinnovabili (soprattutto eolico e fotovoltaico).
  • Per il rimanente 10% si utilizzerà il nucleare e la cattura della CO2. Su questo ultimo punto si potrebbe discutere, ma ne parleremo più in là. In ogni caso si tratta di una percentuale largamente minoritaria.

La strada è tracciata, è realistica, è fattibile, è necessaria. Perchè non la seguiamo allora? Cercherò di spiegarlo nelle prossime puntate…

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