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Salviamo la motor valley

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E ci risiamo:

Telegiornale: prima notizia alluvione in Emilia-Romagna, la seconda in due anni. Causata dalla crisi climatica.

Seconda notizia: Emanuele Orsini, illuminato neopresidente di confindustria esordisce nel suo nuovo ruolo dicendo che il green deal dell’unione europea è dannoso per l’industria italiana. Il nostro presidente del consiglio, Giorgia Meloni non aspetta altro per rilanciare: la cosiddetta transizione green è ideologica, così è controproducente, bisogna conciliare ambiente e sviluppo, ci vuole neutralità tecnologica per cui il gas (che emette CO2) va bene come l’eolico (che non ne emette), eccetera eccetera.

No, al telegiornale nessuno mette in relazione le due notizie.

No, non ci arrivano, né i giornalisti (perlomeno quelli dei TG), né confindustria, né i politici.

Perché?

Non lo so, bisognerebbe entrare nelle loro teste. Posso solo formulare delle ipotesi:

1. Non ci credono. Non credono che il clima possa essere alterato dall’uomo. Il clima è sempre cambiato, le alluvioni ci sono sempre state. Giorgia, se non te ne sei accorta, adesso arrivano un po’ più di frequente. E se sei così attenta al nostro benessere economico, ti informo che ci costano un pacco di soldi.

2. Ci credono, ma tanto la crisi climatica è inevitabile perché ci sono i cinesi e gli indiani che sono brutti e cattivi (oltre che stranieri e potenzialmente immigrati). Tanto vale farci i fatti nostri, fare più soldi possibile, sfruttare l’ambiente fino a distruggerlo, che tanto poi i cataclismi lo distruggerebbero comunque.

3. Come ogni direttore di azienda che si rispetti, fanno diligentemente gli interessi degli azionisti. Che sono ad esempio le industrie estrattive, ENI in primo luogo, che finanzia partiti, università, enti di ricerca, festiva di Sanremo, nazionale di calcio, festival letteratura di Mantova. Se un’industria aiuta la cultura deve essere buona per forza. E poi il green deal danneggia l’orgoglio italiano per eccellenza, le automobili! Emanuele, ti confido un segreto, le auto elettriche sono già arrivate! E sono più belle, più veloci, usarle e manutenerle costa meno, e tra poco costeranno anche meno di quelle carrette a gasolio che i principali player del settore automotive hanno già smesso di sviluppare. E anche se ti barrichi dietro una montagna di motori a scoppio, sta arrivando un’alluvione di super-auto cinesi, e non solo, che porterà via te e la tua montagnola.

4. Credono, sinceramente, in una terza via che concili (a modo loro) sviluppo economico ed ecologia, posti di lavoro, benessere, ed ambiente. Ma qui sono io che non ci credo. In primis perché in posti di lavoro non devono essere per forza nel “vecchio”, possono anche essere, e di più, nel “nuovo”, basta cambiare, innovare. Più ritardiamo, più ci barrichiamo, più rimaniamo indietro. In secondo luogo, perché se c’è questa terza via voglio vedere i numeri, i piani, di quanto riduciamo le emissioni quest’anno, e l’anno prossimo, quando arriviamo a zero, e se questo si concilia con gli impegni presi, e ribaditi a livello internazionale, anche da questo governo, in tema di decarbonizzazione. Questo piano l’hanno già fatto gli scienziati, l’ha già fatto la IEA, in Italia non s’è visto.

Sono solo ipotesi, in verità non lo so perché lo fanno…. Secondo voi perché?

– Se consideri il contenuto di questo articolo utile, ti prego di condividerlo cliccando sui tasti sopra, o nella maniera che preferisci. Diffondiamo la consapevolezza climatica! – Grazie, Jacopo.

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