Le persone hanno diritto ad un’informazione corretta, solo in questo modo possono fare scelte personali e politiche consapevoli.
Non è accettabile vedere un telegiornale in cui la prima notizia sono gli incendi che stanno devastando il nostro pianeta, la seconda è la scoperta di un nuovo giacimento di gas che ci garantirà la “sicurezza energetica”, e questo senza alcuna correlazione tra le due notizie, senza comunicare chiaramente che sarà proprio il nuovo giacimento di gas a fare aumentare il numero e l’intensità degli incendi. L’informazione dovrebbe invece parlare di cause, e di soluzioni.
Non è accettabile che abbiano spazio rilevante nei media coloro che negano la crisi climatica. Sarebbe come se accettassimo di ascoltare in televisione chi dice che è il fumo fa bene, o che è giustificata la violenza domestica. Non lo accetteremmo. Il fumo uccide, la violenza domestica uccide, la crisi climatica uccide ancora di più.
L’Osservatorio di Pavia è un istituto di ricerca indipendente specializzato nell’analisi dei media (web, tv, radio, stampa). Pubblica dei report estremamente interessanti come quello su come la crisi climatica viene trattata sui media italiani. Qui trovate il rapporto annuale 2023. Il rapporto, tra le altre cose, analizza la presenza di pubblicità di aziende inquinanti sui principali quotidiani italiani.
Quali sono le aziende inquinanti? Secondo il report sono le aziende che operano nei settori:
- Industria fossile
- Automotive
- Compagnie aeree
- Compagnie croceristiche
Si, è un elenco un po’ limitato, ci avrei senz’altro aggiunto l’industria della carne, o il fast fashion. Ma cerchiamo di non essere puntigliosi, quelli dell’Osservatorio sono bravi, oggettivi, e fanno un gran lavoro.
I principali quotidiani Italiani sono:
- Corriere della sera
- Repubblica
- Il sole 24 ore
- La Stampa
- Avvenire
(è stata esclusa la Gazzetta dello Sport per ovvie ragioni)
Nel corso del 2023 sono state registrate 1.229 pubblicità da aziende inquinanti, tra le quali spicca (ma vah?) l’industria fossile con il 62,9% delle pubblicità.
La classifica delle pubblicità inquinanti sui singoli quotidiani è la seguente:

In queste pubblicità, le aziende inquinanti sono tutte “green”: il gas è green, le automobili sono green, le mastodontiche navi da crociera sono green, gli aerei che ci fanno rimbalzare su e giù per il mondo come palline di un flipper sono green.
“Green”, quanto odio questa parola.
Nelle pubblicità, nelle sponsorizzazioni, nelle iniziative benefiche, le aziende inquinanti non sono mai il problema, sono la soluzione che ci porterà ad un mondo migliore domani, sempre domani, mentre oggi potete, anzi dovete, continuare a bruciare combustibili fossili, come se un domani non ci fosse.
Sui telegiornali, sulle testate web la situazione non è tanto differente anche se, per fortuna, il web è grande e ci si può trovare anche il vero ed il bello.
Ma a questo punto la domanda che viene spontanea è: come possiamo aspettarci un’informazione corretta sulla crisi climatica da mezzi di informazione che sono pesantemente finanziati dalle aziende inquinanti? Beh, la risposta è semplice, lì non possiamo trovare un’informazione corretta. Se state leggendo questo articolo, significa che l’informazione corretta voi ve la andate a cercare, purtroppo non è così per molte persone che si limitano all’informazione generalista e manipolata.
Deve essere per forza così? Certo che no! La soluzione? Basterebbe evitare la pubblicità delle aziende inquinanti! Impossibile? E perché? Con il fumo l’abbiamo fatto!
Non è un’idea mia, ci hanno già pensato in molti, tra cui Greenpeace, dalla cui campagna è tratta l’immagine sotto.

Cari quattro lettori forse adesso mi fermo per un paio di settimane, per il periodo natalizio, forse… forse invece continuo imperterrito. Al più tardi ritornerò a gennaio, più agguerrito di prima!
Buone feste!
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