La settimana scorsa vi avevo scritto che per spiegarvi come stavano veramente le cose avevo bisogno di un altro paio di grafici, sempre tratti dal Global Carbon Budget. Sotto il primo.

Nel grafico sopra per ciascun Paese abbiamo due curve, che racchiudono un’area colorata. La curva con la linea continua rappresenta l’emissione pro-capite calcolata come nel grafico visto nel precedente post, ossia a livello territoriale. La curva con la linea tratteggiata rappresenta l’emissione pro capite calcolata basandoci sul consumo. In base a questo secondo approccio, se un bene viene prodotto in un Paese, ma utilizzato in un Paese diverso, le emissioni vengono attribuite al Paese che utilizza il bene. Stati Uniti ed Unione Europea sono importatori netti di beni, mentre la Cina è un esportatore netto. In termini più semplici l’Europa è responsabile di una parte delle emissioni della Cina, perché la Cina produce beni che poi utilizza l’Europa.
E qui le cose cambiano ancora, la linea tratteggiata dell’Europa è sopra quella della Cina! L’inquinamento pro capite dell’Europa, se consideriamo anche l’import-export, risulta superiore all’inquinamento pro capite della Cina.
E poi vi faccio osservare un’altra cosa, così riabilitiamo la Cina definitivamente: negli ultimissimi anni (2023-2024) le emissioni della Cina non aumentano. È forse presto per predire quale sarà la tendenza nel prossimo decennio, certo è che i massicci investimenti in rinnovabili della Cina sembrano avere già degli effetti tangibili.
Ma come, e tutte quelle immagini di inquinamento provenienti da Cina e India con l’aria irrespirabile ed i palazzi avvolti in nuvole di smog? Ricordiamoci che inquinamento locale (polveri) e inquinamento globale (gas serra) non sono la stessa cosa, anche se sono collegati.
Fino adesso abbiamo parlato di emissioni dell’ultimo anno, o degli ultimi anni. Vi ricordo tuttavia che il riscaldamento dell’atmosfera dipende dai gas serra che emettiamo oggi, ma anche dai gas serra che abbiamo emesso nel passato. Esiste, in altre parole, una responsabilità storica delle emissioni. Il grafico che segue mostra le emissioni di CO2 dei vari Paesi dalla seconda rivoluzione industriale (quando abbiamo cominciato a bruciare seriamente combustibili fossili) ad oggi.

E qui le cose vanno ancora peggio per noi europei. Chi ha emesso più CO2 sino ad ora sono stati gli Stati Uniti, ma al secondo posto c’è l’Europa, seguita dalla Cina, mentre l’india è staccata al settimo posto. Certo, la Cina ci supererà presto, ma per il momento l’Europa ha emesso storicamente di più di Cina e India, anche senza considerare l’emissione pro capite.
Quindi ricapitolando, Cina ed India, le cattivone che stanno distruggendo il pianeta che noi bravi europei stiamo cercando di salvare, hanno nei fatti delle emissioni pro capite inferiori a quelle europee, nonché una minore responsabilità storica. Poi sono in situazioni molto diverse. La Cina è il principale inquinatore mondiale, ha delle emissioni pro capite elevate, ma sembra avere imboccato, più di tutti gli altri paesi del mondo, la strada delle rinnovabili. L’India è molto distaccata, sia dalla Cina che dall’Europa, in termini di emissioni pro capite. L’andamento delle sue emissioni è in costante crescita e non si vedono segni di flessione, ma ancora, l’India ha un livello di emissione pro capite relativamente basso, e c’è la speranza che le emissioni possano iniziare a scendere molto prima che i livelli pro capite europei vengano raggiunti.
L’india ha una popolazione di 1,45 miliardi di persone, seguita dalla Cina con 1,42 miliardi. Assieme fanno circa il 35% degli 8,2 miliardi di persone che popolano la terra. È evidente che la decarbonizzazione globale non può prescinde dalla decarbonizzazione di India e Cina, ed è altrettanto evidente che le scelte energetiche dei giganti del mondo pesano di più delle scelte dei piccoli.
Ma questo non autorizza nessuno ad additare queste due nazioni come peggiori di noi, perché abbiamo visto come nei fatti questo è semplicemente falso. Questo non deve nemmeno autorizzare nessuno a rifugiarsi in un fatalismo di comodo, con la scusa che la colpa è degli altri e che noi non ci possiamo fare niente, e rifiutandosi di fare la propria parte.
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