Micro-premessa
Beh, non è che nel 2024 per via di clima ci siamo ammazzati dalle risate… Però noi non ci lasciamo sopraffare dal pessimismo cosmico-leopardiano, e troviamo le cose positive che, pare strano, ma ci sono state… veramente! Eccone un paio:
Sviluppo delle fonti energetiche
Nel grafico sotto viene mostrato l’andamento negli anni dell’utilizzo delle diverse fonti energetiche a livello mondiale, tratto dal global carbon budget 2024.

Come vedete lo sfruttamento delle fonti energetiche aumenta, il mondo ha sempre più fame di energia. Aumentano un po’ tutte, con rare eccezioni. Aumentano le fonti fossili (e conseguentemente le emissioni di CO2, come ho descritto nel precedente articolo), in particolare aumenta il petrolio (oil) ed il carbone (coal) mentre rimane stranamente stabile il metano (gas).
L’unica fonte energetica che ha un trend in contrazione è il nucleare, che invece sembra essere in voga per il nostro esecutivo, un po’ come il motore a scoppio. Magari ne parlerò in un futuro articolo.
Ma concentriamoci sulle rinnovabili, ed in particolare su fotovoltaico (solar) ed eolico (wind). Non ancora in termini assoluti, ma sicuramente in termini percentuali sono le fonti che crescono di più. Non per motivi etici, o ambientali, ma molto più prosaicamente per motivi economici!
Come spiega la IEA il mondo nel 2024 ha investito molto più in energia pulita che in fonti fossili, ed il trend delle rinnovabili è in continua crescita, mentre gli investimenti in fossili sono stazionari.

Nel 2024, circa 2.000 miliardi di dollari sono stati investiti per lo sviluppo di energia pulita, ossia senza emissioni di CO2, contro 1.100 miliardi di dollari per i combustibili fossili. Le rinnovabili sono più economiche, più sicure (non dipendono dalle bizze del dittatore di turno), in una parola più affidabili delle fossili. Il mondo lo ha capito* ed agisce di conseguenza.
Il leader assoluto nello sviluppo di energia pulita è la Cina, che da sola spende quasi un terzo degli investimenti globali in energia pulita. Uno stato che può essere criticato per il livello di democrazia, ma non per la capacità di decidere cosa gli conviene fare, senza sottomettersi ad interessi di parte e ad influenze di lobby**.
Contesto politico
La settimana scorsa ho dolorosamente ricordato l’elezione di Milei e Trump.
Ma non è successo solo questo. Nel Regno Unito è stato eletto Keir Starmer che ha annunciato un piano dettagliato per ridurre dell’81% le emissioni nel 2035.
Il percorso prevede un progressivo sviluppo di eolico offshore (in mare), eolico onshore (a terra) fotovoltaio, batterie, sistemi di interconessione, e sistemi di bilanciamento tra domanda ed offerta di energia.
Ecco un piccolo estratto della premessa del piano di azione del governo britannico:
Dall’invasione russa dell’Ucraina, la Gran Bretagna ha subito una devastante crisi dei costi di vita causata dalla nostra esposizione a mercati volatili di combustibili fossili. […]. In un mondo sempre più instabile, la nostra dipendenza dai combustibili fossili ci lascia profondamente vulnerabili come paese.
Ma c’è una soluzione: possiamo accelerare verso l’energia pulita e a prodotta in casa, possiamo riprenderci il controllo della nostra energia, togliendolo ai dittatori ed ai petrostati.
Questo piano fornirà le basi per il Regno Unito per costruire un sistema energetico che possa ridurre le bollette per le famiglie e le imprese per sempre. E si tratta anche di creare il tipo di paese che sappiamo che la gente vuole vedere – reindustrializzando la nostra nazione con buoni posti di lavoro e affrontando la crisi climatica.
Questo piano stabilisce come il governo lavorerà con il settore dell’energia pulita, tra cui industria, sindacati, investitori, responsabili politici e altri per raggiungere il nostro obiettivo. Il 2030 è a soli 6 anni di distanza, e non ci facciamo illusioni sulla portata del compito che ci attende, ma il governo intende agire con urgenza e determinazione per affrontare le sfide che ci attendono. […]
Come ha chiarito il Primo Ministro, l’energia pulita è una priorità urgente per il nostro paese. La corsa verso l’energia pulita è la lotta per la sicurezza nazionale, la sicurezza economica e la giustizia climatica – e questo piano ci dà gli strumenti di cui abbiamo bisogno per vincere questa lotta per il popolo britannico.
Suona bene no?
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*Beh, non lo hanno capito proprio tutti… Se state pensando al governo italiano, state pensando male, e vi ricordo che a pensare male si fa peccato.
**Se state pensando all’influenza di ENI nelle politiche energetiche del nostro Paese, vale quanto detto alla nota precedente.
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