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Dalla parte giusta della storia

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5–7 minuti

Oggi avevo in programma di parlarvi del problema della sovrappopolazione mondiale. Ma la stretta attualità mi spinge a parlare di altro, la sovrappopolazione può aspettare.

Il 22 gennaio il Governo Italiano ha accompagnato a casa con un volo di stato Almasri, per gli amici “il torturatore di Mitiga”. Il militare libico è accusato di crimini contro l’umanità e crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale ed è ritenuto responsabile di aver coordinato, ordinato ed eseguito omicidi, violenze sessuali e torture nelle strutture carcerarie di Tripoli, in particolare nella tristemente nota struttura di Mitiga, dove vengono rinchiuse migliaia migranti che sperano di raggiungere l’Europa.

Interrogato sul fatto, il nostro Ministro dell’Interno Piantedosi ha risposto serafico è stato espulso dall’Italia perché pericoloso. Il messaggio è chiaro, ogni qualvolta venga fermato sul nostro territorio un pericoloso assassino, responsabile di omicidi, torture e violenze sessuali, questo non deve essere portato in giudizio per i suoi crimini, ma deve essere fatto accomodare su un jet per un volo privato. Grazie al jet pagato dallo stato italiano il pericoloso criminale, seduto su una poltrona in pelle e sorseggiando un aperitivo, potrà essere riportato in patria dove verrà accolto con tutti gli onori, e soprattutto potrà finalmente riprendere il suo lavoro di assassino, stupratore e torturatore.

Il nostro Ministro degli Esteri Tajani ha completato la già esauriente spiegazione di Piantedosi affermando che la Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja non è la bocca della verità . Giusto, la verità è prerogativa esclusiva di Piantedosi, Tajani ed in generale di tutto il nostro governo.

Al di là delle uscite dei nostri ministri che mostrano scarsa proprietà di linguaggio, ed incapacità di cogliere i momenti in cui stare zitti, il comportamento del nostro governo è chiaro e lineare. Il governo italiano ha dichiarato “guerra globale ai trafficanti di esseri umani”. Questo, in termini pratici vuole dire pagare i paesi di partenza delle navi dei migranti, ed in particolare proprio la Libia per bloccare le partenze. Il modo con cui tali partenze vengono bloccate non ci interessa, se vengono bloccate mediante incarcerazioni illegittime, torture, assassini è irrilevante. Almasri è un onesto lavoratore che assassina i migranti per nostro conto, insomma è un amico del popolo italiano.

Per onore della verità è giusto ricordare non è questo governo che ha iniziato questa prassi, già l’accoppiata Gentiloni – Minniti aveva stipulato un Memorandum Italia – Libia nel 2017, e prima ancora eravamo in ottimi rapporti con Gheddafi. Insomma, Giorgia, non sei neanche originale, hai copiato quello che aveva fatto la “sinistra” prima di te.

Una bella analisi è presente in questo podcast, del bravissimo Stefano Feltri che vi raccomando. Vi raccomando tutti i podcast . Una voce competente e libera, da seguire, sperando che telemeloni non la spenga.

Si, ma cosa c’entra questo col clima?

C’entra perché non siamo amici della Libia solo perché ci blocca i migranti, ma anche perché in Libia opera la nostra compagnia energetica di bandiera Eni. Come indica puntualmente nel suo sito, in Libia Eni produce all’anno 6 miliardi di metri cubi di gas e 62 miliardi di barili di petrolio. Il gas poi arriva in Italia mediante un gasdotto chiamato “Green Stream”. Un colore a caso. Abbiamo troppi interessi fossili in Libia per litigare con loro solo perchè non rispettano i diritti umani….

La morale è: i combustibili fossili non uccidono solo attraverso i disastri ambientali che causano, ma anche attraverso la connivenza di Paesi che si vantano di essere democratici e rispettosi dei diritti umani, con Paesi che questi diritti umani li calpestano, ma possiedono gas e petrolio che possono arricchire le compagnie estrattive, che a loro volta “sponsorizzano” i politici dei Paesi democratici e rispettosi. E il cerchio si chiude.

Nel frattempo, a Davos in  Svizzera, si teneva il Forum Economico Mondiale. Trump, collegato in videoconferenza il 23 gennaio, diceva così:

“Ho posto fine al ridicolo e incredibilmente dispendioso “Green New Deal” (nuovo corso “verde”), che io chiamo “Green New Scam” (nuova truffa verde); mi sono ritirato dall’accordo di Parigi sul clima; e ho posto fine all’obbligo folle e costoso dei veicoli elettrici. Lasceremo che le persone comprino l’auto che vogliono comprare. Ho dichiarato un’emergenza energetica nazionale, e questo è così importante, un’emergenza energetica nazionale per sbloccare l’oro liquido sotto i nostri piedi“

Qualche giorno prima BlackRock, il principale gestore di risparmio al mondo, che aveva fatto della sostenibilità il suo – formale – impegno negli ultimi anni, si era ritirato dall’alleanza per il climaNZAM. Ultimo in ordine di tempo a genuflettersi all’amministrazione Trump, assieme ai giganti delle big tech, e a gruppi bancari come Goldman Sachs, Wells Fargo, Citi, Bank of America, Morgan Stanley e JPMorgan Chase.

Per fortuna a Davos non c’era solo Trump. Il giorno prima aveva parlato il segretario delle Nazioni Unite, Gutierres – quanto amo quest’uomo, devo fare un’articolo su di lui – che il 22 gennaio ha detto:

“La nostra dipendenza dai combustibili fossili è un mostro di Frankenstein, che non risparmia niente e nessuno. Tutto intorno a noi, vediamo chiari segnali che il mostro è diventato il padrone. Abbiamo appena sopportato l’anno più caldo e il decennio più caldo della storia. Il 2024 sarà probabilmente il primo anno solare a superare 1,5ºC rispetto ai livelli preindustriali. Superare questo limite non significa che l’obiettivo a lungo termine di mantenere l’aumento della temperatura globale a 1,5ºC sia fallito. Significa che dobbiamo lottare ancora più duramente per tornare sulla buona strada. Soprattutto quando ciò a cui stiamo assistendo oggi – innalzamento del livello del mare, ondate di calore, inondazioni, tempeste, siccità e incendi – sono solo un’anteprima del film horror che verrà. Un mondo in cui ogni economia sente il dolore… Di catene di approvvigionamento interrotte… Di infrastrutture distrutte… Di prezzi più alti e premi assicurativi più alti, o nessuna assicurazione. Allo stesso tempo, si sta svolgendo un’altra storia molto più promettente. L’energia economica e abbondante fornita dalle fonti rinnovabili è una straordinaria opportunità economica. Una che andrà a beneficio delle persone in ogni paese. E una che renderà inevitabile la fine dell’era dei combustibili fossili, non importa quanto duramente gli interessi acquisiti cerchino di fermarla. Un certo numero di istituzioni finanziarie e industrie stanno tornando sui propri passi rispetto agli impegni climatici. Qui a Davos, voglio dire forte e chiaro: È miope. E paradossalmente, è egoista e anche controproducente. Siete dalla parte sbagliata della storia. Siete dalla parte sbagliata della scienza. E siete dalla parte sbagliata dei consumatori che cercano più sostenibilità, non meno.”

E tu, da che parte della storia sei?

– Se consideri il contenuto di questo articolo utile, ti prego di condividerlo cliccando sui tasti sopra, o nella maniera che preferisci. Diffondiamo la consapevolezza climatica! – Grazie, Jacopo.

One response to “Dalla parte giusta della storia”

  1. Avatar alpacadeliciouslyf4d4783350
    alpacadeliciouslyf4d4783350

    Senza esagerare:

    • Il paese ” più democratico” del mondo ha deciso cancellare una battaglia lunga e difficile per un mondo più pulito e “green” e un esagerato numero di istituzioni finanziarie, tecnologiche e chi ne ha più ne metta, ha applaudito e cambiato gabbana in pochi secondi. Il tutto per $$ SOLDI $$.
    • Il paese ” più democratico” del mondo ha deciso di fare la pace in medio oriente ( Israele/Palestina) e nell’ Est Europa ( Ukraina/Russia) ma senza coinvolgere la Palestina e l’Ukraina. E questa è “democrazia”.
    • Risparmio il resto il cui senso sembra essere: fate quello che volete, le regole fatele da voi, potete anche uccidere, rubare, stuprare, andare contromano, non pagare le tasse e qualcuno (oltre a voi) troverà una buona ragione per dirvi che non avete fatto nulla di male.

    Senza esagerare.

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