Gli sforzi ecologisti dell’Europa sono inutili, tanto ci sono Cina e India che emettono gas serra come se non ci fosse un domani e noi non ci possiamo fare niente.
Questa è un’obiezione che si sente spesso. In particolare, mi ha colpito perché mi è stata mossa, praticamente identica nelle parole, da due conoscenti. Entrambi benestanti e con un livello di istruzione medio-alto. Anzi per la precisione due ingegneri, categoria alla quale mi pregio di appartenere. Entrambi guidano imponenti SUV.
Per cercare di esporvi il mio pensiero sul tema, e dei dati il più possibile oggettivi, utilizzerò un po’ di grafici provenienti dal Global Carbon Budget.
Il primo grafico mostra l’andamento delle emissioni annue dei “top emitters”, ossia dei paesi del mondo che emettono più CO2.

Al primo posto abbiamo la Cina con 3,3 miliardi di tonnellate di carbonio, pari a 12 miliardi di tonnellate di CO2 (1kg di carbonio equivale a 3,664 kgCO2). Dato che le emissioni di carbonio a livello globale sono pari a 10,2 miliardi di tonnellate, significa che la Cina è responsabile del 32% delle emissioni globali di CO2.
Al secondo posto abbiamo gli Stati Uniti con 1,3 miliardi di tonnellate di carbonio (12%), poi l’India 0,9 miliardi (9%), ed al quarto posto l’Europa con 0,7 miliardi, pari al 7% delle emissioni globali.
Già se questa è una classifica dei cattivi, abbiamo che la Cina è cattivissima, ma comunque che l’Europa non è certo tra i buoni, essendo il quarto emettitore globale, e molto vicino all’India.
Vanno però considerate anche le tendenze. Guardando le tendenze si evincono considerazioni che tendono a dare ragione agli amici ingegneri. La Cina ha aumentato in maniera drammatica le proprie emissioni a partire dal 2000; anche l’India ha emissioni in crescita, mentre Stati Uniti ed Europa hanno emissioni in calo.
Un solo grafico non basta a spiegare tutta la realtà che, come spesso accade, ha molte sfaccettature.
Nel grafico seguente vediamo l’andamento delle emissioni pro-capite. Ossia quante tonnellate di carbonio emette una persona in ciascuno dei Paesi visti nel grafico precedente. I numeri sono calcolati dividendo le emissioni totali generate in ciascun Paese per il numero degli abitanti del Paese stesso.

E qui le cose cambiano un po’. I più cattivi diventano gli Stati Uniti, seguiti dalla Russia. La Cina è solo al terzo posto, seguita dall’Europa. L’India è molto staccata ed ha meno della metà delle emissioni pro-capite dell’Europa.
Quindi?
Cominciano a venire meno le certezze.
Allora, ricapitoliamo: i cinesi rimangono i cattivi, si ci sarebbero gli americani e i russi, ma non sono poi così in tanti e incidono meno. Invece l’India la riabilitiamo. Oppure, la mettiamo fra i cattivi lo stesso, perché sono in tanti.
Condannare un Paese, non perché sia più o meno virtuoso, ma sulla base del numero dei suoi abitanti mi sembra un po’ troppo, anche per i miei amici ingegneri.
Beh, però ci rimane la certezza che la Cina inquina tanto, sia in termini assoluti, che in termini pro-capite. Ma è proprio, proprio così?
Per spiegarvi le cose “come mi intendo io” c’è bisogno di un altro paio di grafici, ma sforeremmo, e di parecchio, i 2-3 minuti di lettura per articolo che mi sono prefisso nella mia dichiarazione di intenti, per cui, per sapere come andrà a finire, ci vediamo la settimana prossima!
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