L’efficienza energetica non serve a niente

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Nel lontano 2009 lasciavo una “carriera” avviata nelle telecomunicazioni per occuparmi di energia. L’energia, pensavo, è la chiava per risolvere la crisi climatica. Se le case, le auto, le industrie consumano meno inquineranno di meno. Se io contribuisco a questo processo farò la mia piccola parte per rendere il mondo un po’ migliore. Così pensavo, allora, e così ho pensato per un po’ di anni.

Le mie convinzioni sono piano piano cambiate, o meglio si sono evolute. Poi, non mi ricordo esattamente quando, ho letto del Paradosso di Jevons. Ci ero già arrivato anche io, ma Jevons lo aveva teorizzato perfettamente, e meglio di me, tanti anni fa.

Il buon vecchio Jevons in una foto dell’epoca

William Stanley Jevons (1835 – 1882) è stato un economista britannico che ha osservato la rivoluzione industriale. In particolare, osservò che le macchine a vapore diventavano sempre più efficienti, ossia per compiere lo stesso lavoro consumavano sempre meno carbone. Il primo pensiero che potrebbe venire spontaneo è che si sarebbe dovuto ridurre il consumo di carbone, ma invece avveniva l’esatto contrario. Il consumo di carbone continuava ad aumentare. Morale: l’efficienza energetica, da sola, non porta ad una riduzione dei consumi, ma ad un aumento della produzione.

Questo è quello che vedo quotidianamente nel mio lavoro, l’efficienza energetica serve – per carità – ma non basta da sola a fare ridurre i consumi, anzi può diventare addirittura controproducente, rendendo conveniente produrre cose di cui in realtà non abbiamo bisogno.

Questo vuole dire che non dobbiamo efficientare? Certo che no, dobbiamo efficientare, eccome, le nostre case, le industrie, i trasporti, tutto insomma. Ma prima di efficientare dobbiamo razionalizzare. L’industria può produrre in maniera efficiente cose che non servono, ma per quanto efficiente sia, sarà sempre uno spreco di energia e di risorse*. Possiamo costruire una villa super-efficiente, che consuma poca energia, ma che ha avuto bisogno di tante risorse ed energia per essere costruita. E forse così grande non serviva. Possiamo comprarci un enorme SUV elettrico, o peggio ancora ad idrogeno. Ma in verità non abbiamo bisogno né del SUV, né dell’idrogeno nelle automobili. Possiamo affiancare ad un allevamento un impianto a biogas, che trasforma in energia la cacca delle mucche. E questo funzionerà tanto meglio tanto più l’allevamento sarà grande, intensivo. È efficienza energetica? Tecnicamente sì, ma rende anche più redditizi gli allevamenti intensivi, che sono devastanti per il pianeta.

La mia categoria, gli ingegneri, beh non tutti ma sicuramente alcuni di essi, pensa che tutto abbia una soluzione tecnica.  Questo è un approccio sbagliato e pericoloso, che spinto agli estremi può portare a soluzioni potenzialmente devastanti come l’ingegneria climatica (che prevede ipotesi come oscurare il sole per limitare il riscaldamento globale; no, non è uno scherzo, e si, l’avevate visto in Matrix, magari ne parlerò in un futuro articolo).

La tecnologia da sola non basta per risolvere i problemi ambientali in generale, e la crisi climatica in particolare, ma ci vogliono prima le giuste scelte politiche ed economiche. Che è un po’ quello di cui cerco di parlare in questo blog.

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*Se il lettore prende paura perché se produciamo meno scende il PIL e diventiamo tutti poveri, lo invito a leggere questo articolo, al quale sono particolarmente legato.

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2 risposte a “L’efficienza energetica non serve a niente”

  1. Avatar Alessandro Mondadori
    Alessandro Mondadori

    Bello …avevo pure letto di cervelloni (in america) che sparano bombe nelle nuvole per fare piovere … Comunque le teorie di Jevons hanno un che di interessante …da confrontare con le teorie dei 3 Nobel di economia del 2025

    1. Avatar Simone

      Interessante la teoria di Jevons, inquietante l’ipotesi dell’oscuramento del sole.

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