Crisi climatica for dummies

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In libreria, o in biblioteca è pieno di questi manualetti “for dummies” “per principianti”. Ce ne sono su tutti gli argomenti da Excel all’intelligenza artificiale, passando per la finanza ed il giardinaggio. Mi piaceva l’idea di scrivere i concetti base della crisi climatica, in parole molto semplici, in modo che li possa comprendere anche un populista di estrema destra per capirci. Qui i temi vengono solo accennati, ma tutti gli argomenti sono stati, o verranno trattati, con maggiore dettaglio nel blog.

  • Siamo nel mezzo della crisi climatica.
  • La crisi climatica è causata dall’aumento della temperatura sul nostro pianeta, il quale è a sua volta causato dall’emissione di gas ad effetto serra in atmosfera.
  • La crisi climatica distrugge la meravigliosa varietà di forme di vita presenti sul nostro pianeta, e causa all’umanità difficoltà di accesso al cibo e all’acqua potabile.
  • La crisi climatica causa tutta una serie di disastri come: ondate di calore, siccità estreme, incendi, alluvioni.
  • I principali gas serra sono l’anidride carbonica (CO2) ed il gas naturale (ossia il metano, CH4).
  • La CO2 proviene dalla combustione delle fonti fossili, ossia il carbone, il petrolio ed i suoi derivati, ed ancora il metano che se bruciato si tramuta anch’esso in CO2. Bruciamo le fonti fossili per scaldarci, fornire calore ai processi industriali, muovere automobili e camion, produrre energia elettrica.
  • Il metano (non bruciato) proviene da perdite conseguenti all’estrazione delle fonti fossili, e dal trasporto del metano stesso. Inoltre, proviene dalla decomposizione dei rifiuti organici e soprattutto dagli allevamenti bovini che ruttando e scoreggiando allegramente ci alterano il clima.
  • La temperatura del nostro pianeta non potrà scendere, quantomeno in tempi brevi. Quello che possiamo fare è fare in modo che smetta di salire, e quindi limitare i danni. Se non lo facciamo la crisi climatica diventerà sempre più grave.
  • Per fare in modo che la temperatura del nostro pianeta si fermi dobbiamo smettere di emettere gas serra, ossia azzerare le emissioni.
  • Smettere di emettere gas serra non è possibile dall’oggi al domani, ma è possibile nel medio periodo. Ci sono già degli studi dettagliati che dicono che possiamo passare dal nostro attuale sistema energetico, basato sulle fonti fossili, ad un sistema energetico basato sulle fonti rinnovabili nell’arco di un ventennio.
  • A scanso di equivoci “nel medio periodo” vuole dire cominciare ieri. E muovere il culo.
  • Le fonti rinnovabili che presentano le massime possibilità di sviluppo sono l’eolico ed il fotovoltaico. Avremo sempre a disposizione vento e sole.
  • Altre tecnologie avventurose, come la cattura e lo stoccaggio della CO2, o il nucleare di n-esima generazione che sarà disponibile in un futuro indeterminato, hanno il solo scopo di farci attendere un Godot che non arriva mai, e permettere, nel frattempo, alle compagnie fossili di fare il loro porci comodi.
  • Meno energia consumiamo più velocemente arriveremo a zero emissioni. Dovremo pertanto sviluppare l’efficienza energetica (ossia fare le stesse cose che facciamo adesso, ma consumando meno energia) e la sufficienza energetica (ossia consumare l’energia per le cose che realmente servono, non il fast-fashion o le criptovalute, per capirci).
  • Un’alimentazione basata su alimenti di origine vegetale ha un impatto ambientale (molto) minore di un’alimentazione basata su alimenti di origine animale. La carne rossa è la cosa più inquinante che possiamo mangiare.
  • Il mezzo di trasporto più inquinante in assoluto è l’aereo, seguito dall’auto privata. Quando possiamo andiamo in treno o in autobus. O ancora meglio, quando possiamo andiamo a piedi o in bici (che ci fa anche bene alla salute).
  • Un sistema energetico incentrato su efficienza energetica e rinnovabili favorirà lo sviluppo economico, spostando il guadagno da pochi grandi gruppi industriali legati al fossile, a tante piccole aziende legate allo sviluppo delle rinnovabili sul territorio. Ci emanciperà inoltre dai capricci dei petrol-dittatori, che tra l’altro di solito non hanno la democrazia ed i diritti umani in cima alla loro agenda.
  • Non è vero che la transizione ecologica ci renderà tutti più poveri. È vero il contrario: la transizione ecologica, accompagnata da un sistema fiscale equo nel quale magari chi inquina paga, o i milionari non pagano meno tasse di chi fa fatica ad arrivare alla fine del mese, porterà maggiore benessere per tutti assieme alla salvaguardia del pianeta da cui dipende la nostra stessa esistenza.
  • Le persone si dovranno riqualificare. Il camionista, il benzinaio, l’allevatore, il lavoratore dell’industria fossile non sono il loro lavoro. Sono invece in primo luogo delle persone e come tali si possono riqualificare e mantenere la loro famiglia senza devastare il pianeta. Certo questo dovrà essere governato dai giusti incentivi e dalle giuste leggi. E in un mondo in cui la ricchezza sarà più equamente divisa si potrà lavorare di meno, ed avere una vita più piena.
  • La transizione energetica è già iniziata, perchè conviene. Ma non procede abastanza velocemente.
  • La transizione energetica è osteggiata dalle potenti multinazionali legate ai combustibili fossili. Per loro rinunciare al fossile significherebbe rinunciare ad enormi guadagni. Preferiscono allora fare greenwashing, sponsorizzare la qualunque, dallo sport alla cultura, e soprattutto finanziare la politica affinché tutto resti com’è e loro possano continuare a fare i loro devastanti interessi.
  • Ciascuno è portato a fare la sua parte per combattere la crisi climatica. Dallo stile di vita personale, alla sensibilizzazione degli altri. Dal proprio voto, al supporto dei gruppi ambientalisti che sono in prima linea nella battaglia.
  • L’ecoterrorista non è chi imbratta una vetrina, o la teca di un quadro, con una vernice che si può togliere con una spugna e un po’ d’acqua. L’ecoterrorista è chi continua a scavare per cercare nuovi giacimenti di carbone, petrolio e gas, insensibile a chi sta già morendo di sete per la sua bulimia di denaro.

PS: scritto questo articolo ho fatto una ricerca, ed ho scoperto che qualcuno ci aveva già pensato. Hanno già pubblicato “climate change for dummies” e “global warming for dummies”. Già mi vedevo come scittore di successo… peccato!

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3 responses to “Crisi climatica for dummies”

  1. Avatar alpacadeliciouslyf4d4783350
    alpacadeliciouslyf4d4783350

    se 2 hanno già scritto x i dummies, ci può stare anche un terzo. Se non altro uno paziente può leggerne 2 e vedere
    se dicono cose simili.

  2. Avatar jJ

    … non lo trovo da nessuna parte uno studio preciso che raffronti i Watt che consuma in un intero ciclo di vita , diciamo 250.000 km , tra un’auto a combustione diesel e una elettrica, ovviamente di pari categoria, che però prenda in considerazione il ciclo di produzione delle vetture e anche il ciclo di smaltimento con ovviamente oltre ai consumi di energia per percorrere i km che prenda in considerazione anche i tagliandi con relativi elementi usurati sostituiti, oli freni gomme ..
    E per le auto elettriche il dover predisporre almeno un punto di ricarica ogni 10 vetture elettriche con relativi costi energetici per posa cavi di trasporto da almeno 50KW e relative colonnine e piazzole….

    1. Avatar Jacopo Fasani

      Ti segnalo uno studio dell’International Council on Clean Transportation (ICCT): https://theicct.org/publication/a-global-comparison-of-the-life-cycle-greenhouse-gas-emissions-of-combustion-engine-and-electric-passenger-cars/
      Un’auto elettrica impiega più risorse per essere costruita. Il suo impatto complessivo dipende inoltre in maniera sostanziale da come viene prodotta l’energia elettrica che consuma. Se ho un mix energatico più spostato verso i combustibili fossili il vantaggio dell’auto elettrica sarà inferiore. Considerando il mix energetico europeo abbiamo che l’auto elettrica ha un impatto in termini di gas serra nel suo intero ciclo di vita che è circa un terzo di quello di un’auto tradizionale. Un’auto a combustibile fossile è pertanto 3 volte più inquiinante di un’auto elettrica. Lo studio si riferisce al 2021. Mi aspetto che nel 2025 il rapporto sia ancora più a favore dell’auto elettrica.

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