Facciamo una premessa forse inutile, forse no. Cosa è il nucleare? Emette CO2? È rinnovabile? È fossile? È sostenibile? È green? (AARRGhh!*)
Il nucleare non emette CO2 durante il suo funzionamento. Ne emette per la costruzione e lo smaltimento, per i relativi consumi di energia (se questa non è a e missioni zero) e per il cemento utilizzato**. Ma in questo, in linea di principio, non si differenzia troppo da una pala eolica. In nucleare non è una fonte rinnovabile. L’uranio, che viene utilizzato in una centrale nucleare, si degrada. Quando invece uso il sole mediante un pannello fotovoltaico per produrre energia elettrica, non “degrado” il sole. Il sole sarà sempre disponibile, con la stessa intensità, per fornirmi nuova energia pulita, gratis. Non posso neanche dire che il nucleare sia una fonte assimilabile alle altre fonti fossili. Il nucleare non lo brucio, non emette direttamente CO2.
Sul fatto che il nucleare sia sostenibile, o “green” ci sono opinioni discordanti. Ad esempio, il nostro Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin (non manchiamo di ricordarlo, quello che non sa se il cambiamento climatico è conseguenza dell’attività umana) nel mese di febbraio ha proposto, e fatto approvare al consiglio dei ministri, il disegno di legge sul Nucleare Sostenibile. Da quello che capisco si tratta di una legge-quadro a cui seguiranno una serie di decreti legislativi che consentiranno, entro i prossimi 12 mesi, di disciplinare il ritorno del nucleare in Italia. Il primo commento che mi viene è sarcastico: “il nuovo che avanza”…
Ma argomentiamo il nostro pensiero. Cominciamo dalla storia (recente): come sta andando il nucleare nel mondo? Riprendo un grafico che ho già mostrato qui:

Il grafico mostra lo sfruttamento delle diverse fonti energetiche dagli anni ‘60 ai giorni nostri. Tutte crescono, perché il mondo ha sempre più fame di energia. Crescono le rinnovabili e purtroppo anche le fossili, fanno eccezione l’idroelettrico (Hydro) ed il Nucleare. L’idroelettrico è stazionario in quanto oramai i principali salti d’acqua sono stati sfruttati, ed ha limitate possibilità di sviluppo. Il nucleare ha avuto il suo apice tra il 2000 ed il 2010 e da allora è in lento, ma inesorabile, declino. Perché? No, non è lo stesso principio dell’idroelettrico, di uranio ne abbiamo ancora. I motivi per cui il nucleare è in declino sono a mio parere sostanzialmente tre:
- Scarsa accettazione sociale. Ci sono stati pochi incidenti nucleari, mi vengono in mente Chernobyl e Fukushima. Ma questi incidenti hanno avuto un grande impatto sull’opinione pubblica. Poco importa se gli incidenti causati dal trasporto e dall’utilizzo dei combustibili fossili hanno causato danni incommensurabilmente superiori. Morti in incidenti nelle miniere di carbone, fuoriuscite di petrolio dalle piattaforme petrolifere o dalle navi petroliere con conseguenti disastri ambientali. Per non parlare delle devastazioni causate dalla crisi climatica. Ma nella gente prevale talvolta l’aspetto emotivo, per cui abbiamo più paura del nucleare che del fossile ***
- Elevati costi di investimento e lunghi tempi di costruzione degli impianti. Costo elevato dell’energia prodotta. Uno degli ultimi reattori avviati nel modo è Olkiluoto 3, terminato di costruire in Finlandia nel 2022. Con i sui 1.6 GW di potenza è il reattore più grande d’Europa. Da progetto doveva costare 3,3 miliardi di euro. È finito per costare oltre 8 miliardi, e ci sono voluti 18 anni per la sua realizzazione. Si stima che il costo dell’energia prodotta da nucleare nel suo intero ciclo di vita sia intorno a170 €/MWh . Giusto per fare un confronto, il costo dell’energia prodotta da fotovoltaico si colloca poco sopra i 40 €/MWh.
- Problema di gestione delle scorie. In Italia, come sapete, avevamo deciso che non volevamo più il nucleare con il referendum del 1987. Allora erano attive 4 centrali: Sessa Aurunca (Caserta), Latina, Trino (Vercelli), Caorso (Piacenza). Che fine hanno fatto queste centrali? Sono ancora lì! Ma soprattutto dove sono le scorie radioattive? Sempre lì! È non è lì che devono stare, le centrali nucleari sono vicine a corsi d’acqua (necessari per il loro raffreddamento) ed a centri abitati. Le scorie nucleari dovrebbero invece essere stoccate in un deposito. Solo che questo deposito in Italia non si riesce a trovare, non perché non ci sia un posto con le giuste caratteristiche geologiche, ma perché nessuno vuole avere le scorie vicino a casa sua. È il celebre fenomeno NIMBY che tradurrei: “posso anche essere d’accordo con il nucleare, ma le scorie non le voglio vicino a casa mia”.
OK, ma il nostro competente Ministro ci ha chiarito che lui non vuole fare il nucleare vecchio, vuole fare il “nucleare di ultima generazione”. Cosa vuole dire? Non sono sicuro che Pichetto lo sappia. Quando si parla di nucleare di ultima generazione si intendono generalmente due tipologie di reattori:
- SMR (Small Modular Reactor): reattori di taglia relativamente piccola (inferiore a 300 MW) e modulari. La modularità dovrebbe consentire economie di scala e veloce installazione.
- AMR (Advanced Modular Reactor) reattori di nuova concezione, più economici e sicuri.
Perdonatemi se non mi profondo in dettagli, ma sto già andando lungo. Veniamo alla sostanza: entrambe le tipologie hanno in comune il fatto di:
- Essere ancora reattori a fissione, la fusione è ancora molto lontana dall’essere realizzata nella pratica****
- Non essere ancora pronti. Saranno pronti tra 10 anni, si dice. Ma da quando seguo professionalmente l’energia io, circa 15 anni, mancano sempre 10 anni per il nuovo nucleare. E non sappiamo che costi avrà.
Ora termino perché sono andato lunghissimo. Caro lettore ti lascio un esercizio meramente teorico. Supponiamo che tu sia il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e che tu debba garantire energia sicura ed economica al tuo Paese, magari contribuendo a risolvere la crisi climatica. Devi scegliere su quali tecnologie puntare per la transizione energetica. Puoi scegliere tra fotovoltaico ed eolico, che non sono pericolose, sono disponibili e affidabili, costano già poco e sono destinate a costare sempre meno. Oppure puoi puntare sul nucleare che non è ancora pronto, non si sa quando lo sarà e costa un pacco di soldi. Ah, e poi non sai dove mettere le scorie. Ovviamente i tuoi soldi sono limitati pertanto tutto quello che spendi in una tecnologia non lo puoi spendere in un’altra.
Quale tecnologia scegli?
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* Perdonate la reazione schifata che ho ogni volta che scrivo, o pronuncio la parola “green” che, come sapete, non sopporto.
** La produzione di cemento comporta reazioni chimiche che causano emissioni di CO2. Non poche, tanto che la produzione di cemento rappresenta il 4% delle emissioni antropogeniche di CO2. Magari mi segno di scrivere un articolo apposito.
***Ad incrementare l’errata percezione sulla pericolosità delle fonti fossili contribuiscono sicuramente anche le campagne di greewashing delle compagnie estrattive.
**** I reattori che funzionano adesso sono a fissione nucleare, cioè spacchiamo l’atomo per produrre energia. Spaccare l’atomo non è qualcosa che possiamo fare a cuor leggero, può essere pericoloso. I reattori a fusione sarebbero una figata perché fondo gli atomi, e produco un sacco di energia in maniera molto meno pericolosa. Peccato che al momento nessuno in pratica sappia come farli funzionare.
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